Tratto da un Chandler d’annata, uno dei miei “Top Ten” di tutti i tempi. L’atmosfera polverosa e trasandata che tutti abbiamo immaginato leggendo le avventure di Marlowe è qui resa senza la cupezza di tanti altri noir americani e senza il tedium vitae di quelli francesi.
Il Marlowe di Altman e Gould (maiuscolo) è scanzonato, ironico, naviga le sfighe della vita in modo mirabile, “laid back” avrebbe detto Chandler. La vita, che pure lo tartassa, non riesce quasi mai ad intaccare la sua scorza dietro alla quale si rifugia in un baleno con un “E’ OK per me” che riassume il suo stile di vita.
E pure la Los Angeles che vediamo qui è mille anni luce lontana dalla città cruda e violenta che tante altre volte abbiamo visto – quasi come se il regista volesse metterla in una buona luce. Tecnicamente questo è proprio quello che accade: il suo direttore della fotografia ungherese Vilmos Zsigismond sperimenta una tecnica pensata per ‘ammorbidire’ contrasti e spigoli, consistente in una successiva esposizione in studio del negativo già esposto.
E’ una città che ha problemi, ma dove la gente si parla, seppure su un piano non troppo logicamente coerente (fulminante il dialogo tra Marlowe e il commesso del drugstore: “Si vede che non hai un gatto” “E che me ne faccio? Ho già una ragazza!”).
Ma se Marlowe è invulnerabile alla realtà non lo è al tradimento di chi considera un amico – la storia è complessa (come si conviene a una detective story) ma la risoluzione del rapporto tra i due è esterna al plot, completamente privata, una storia nella storia che Marlowe deve risolvere non perché debba dimostrare di essere un bravo detective ma perché l’urgenza di capire proviene da questa sensibilità personale offesa.
Tra gli interpreti, oltre allo straordinario Elliot Gould, simbolo come pochi altri della sua epoca di eccessi chimici e alcoolici, il notevole Sterling Hayden, la algida Nina van Pallandt (Nicole Kidman trent’anni prima) e una primissima apparizione seppure senza battute, di un giovanissimo (ma già bello sviluppato) Sylvester Stallone.