Inside man (Spike Lee, 2006)

Penso che un buon film di azione debba rispettare la stessa regola che Agatha Christie enunciò per i gialli: rispetta il tuo lettore.

In un libro questo significa che il lettore deve stare alla pari dell’investigatore, avere gli stessi indizi e una genuina possibilità di indovinare chi è l’assassino: solo gli scrittori di scarto – diceve madame Christie – ricorrono a colpi di scena esterni al plot.

In un film di azione come questo il regista deve prima di tutto rispettare lo spettatore che se avesse voluto vedere una sana scazzottata e un po’ di macchine scassate sarebbe andato a vedere Bruce Willis e offrirgli una storia che stuzzichi, solletichi, dica e non dica ma che alla fine sia tutta perfettamente coerente.

“Inside Man” ci riesce in modo mirabile (e finalmente un regista che ha il coraggio di far fare a Jodie Foster una parte che le si addice davvero, dandole un personaggio di una cattiva e anche un po’ antipatica), anche grazie ad un cast maiuscolo: oltre a Clive Owen e alla già citata Jodie Foster non sono meno di valore le interpretazioni di Denzel Washington (uno che rischia la sindrome di Sydney Poitier, se non fosse per “Training Day”), Willem Dafoe e Christopher Plummer.

Nelle oltre due ore della pellicola la tensione non si abbassa mai anche se il regista non resiste alla tentazione di infilarci dentro dei particolari che più che ironici forse andrebbero chiamati sarcastici: i tre complici che si chiamano Steve, Stevie e Steve-O, lo sproloquio in albanese diffuso dall’iPod dei banditi per ingannare le microspie dei poliziotti, le numerose citazioni (Dalton-Owen si rivolge a Keith-Washington chiamandolo “Kojak” e “Serpico”, la vecchina che minacciata dalla pistolona di Dalton gli dice “Go ahead, make my day” come l’ispettore Callahan, pure famoso per la sua .44 Magnum) tanto per nominare i più evidenti.

Insomma, Spike Lee – nonostante le sparate iconoclastiche di altre opere – si dimostra perfettamente in grado di realizzare un ottimo film pur dentro una confezione commerciale hollywoodiana assai valida.

[off topic] se penso che le testate gossip davano Clive Owen come il prossimo 007 al posto dell’altrettanto improbabile Daniel Craig… mamma mia, ma come fanno i produttori a non accorgersi che a questi due attori, pur bravini, manca quell’aria di scanzonata ironia che rese Sean Connery così irresistibile e tutto sommato Roger Moore un discreto rimpiazzo? [/off topic]

Pubblicato in: on 24 Novembre 2007 at 11:05 am Lascia un Commento
Tags:

La URI per inviare un trackback a questo articolo è: http://16mm.wordpress.com/2007/11/24/inside-man-spike-lee-2006/trackback/

RSS feed dei commenti a questo articolo.

Leave a Comment